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Spazi(O)

Verso un osservatorio degli spazi pubblici . A cura de “La parte che c’è” supervisione tecnica di Gaetano Giardina

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Negli ultimi anni lo spazio pubblico ha subito una contrazione preoccupante.

In Valpolcevera il consumo del suolo, sempre più occupato/cementificato da infrastrutture e nuovi insediamenti oltre a non aver ancor depositato nessuna ricchezza sul territorio ha ulteriormente ridotto lo spazio vitale della cittadinanza.

Proprio il territorio che va sa Sampierdarena a Pontedecimo e oltre sarà interessato nell’immediato futuro da ulteriori trasformazioni a causa della creazione della Zona logistica semplificata che se non oggetto di una pianificazione partecipata rischia di schiacciare ulteriormente i quartieri espellendo sempre più cittadini.

Le delegazioni di questa parte città hanno pagato il prezzo più alto: prima il crollo del Morandi e poi la pandemia hanno reso chiaro che : lo spazio pubblico qui non è solo un luogo fisico, ma un bene essenziale per costruire relazioni e sostenere la comunità, soprattutto dove i servizi sociali sono limitati.

In particolare nel quartiere di Sampierdarena, piazze, parchi e centri di aggregazione sono stati erosi da mancanza di manutenzione, privatizzazioni, ipermercati e parcheggi selvaggi. Questi luoghi, che storicamente hanno ospitato attività associative e momenti di socializzazione, oggi rischiano di scomparire sotto i tagli ai finanziamenti e un eccesso di burocrazia, accentuando le disuguaglianze.

È urgente rilanciare il tema degli spazi e dello spazio pubblico:

uno Spazi(O) sicuro, accessibile e vivo per tutti, cuore delle relazioni e delle iniziative sociali nel quartiere.

uno Spazi(O) non è solo alberi e arredo, ma il tessuto che unisce la comunità, che si-cura

uno Spazi(O) che va coprogettato e partecipato per difendere il diritto di tutti a vivere la propria parte di città.

Nell’assemblea pubblica, riassunta nel seguente podcast, le associazioni del territorio e non solo hanno provato a ragionare su questo e sulla possibilità di creare un osservatorio sullo spazio pubblico che possa essere ponte tra cittadini e istituzioni per migliorare la vivibilità dei quartieri

buon ascolto!

 

 

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KULTURA KAVEDIO

Ribelli a mano armata: Da Pièce teatrale a corto cinematografico Intervista a Nicolò e Maurizo

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Ospiti di Radio Kavedio, Nicolò e Maurizio, parte di una troup che ha lavorato ad un progetto molto particolare e appassionante.
Ascolterete nel Podcast la genesi del progetto: Ribelli a mano armata-il corto.

Opera nata dalla proposta avanzata dalla compagnia teatrale «Teatro degli zingari» di concretizzare sullo schermo ciò che i suoi componenti hanno sempre vissuto sul palco.

Nicolò, regista del cortometraggio coadiuvato dall’instancabile Lucio, aiuto regista per eccellenza, collega di Maurizio, caposaldo e punto di riferimento del Teatro degli zingari. Scambiandosi pareri, passioni e idee, hanno cercato di dar vita a un progetto che si è rivelato, alla fine, una sorpresa positiva in termini di risposta del pubblico, impatto mediatico e risonanza nella comunità di quartiere.

Mattia, sceneggiatura e cura della «parola» sul set, con la dovuta attenzione all’impatto che avrebbe avuto sullo schermo.

Le tematiche affrontate, pur essendo ambientate nel passato, sono di drammatica attualità e portano a riflettere e a rivivere momenti che sembravano ormai superati: ribellione, crisi sociale, anarchia.

I gesti rivoluzionari dei protagonisti del film, vengono “spiegati” : l’anarchia vista dall’interno, come la scintilla che mette in moto l’atto rivoluzionario, destinato a sfociare nella ribellione sociale.

Opera ispirata al libro di Emilio Quadrelli, *Andare ai resti*, da cui vengono estrapolati eventi, azioni e caratteri, cucendo addosso a ogni personaggio il proprio modo di pensare, agire e reagire.

L’obiettivo del cortometraggio, dicono gli autori, non è raccontare la storia di una rapina, ma il malessere di una generazione.

Ed è esattamente quel malessere che si respira proprio in questi giorni.

 

 

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PODCAST

La diretta dal Kavedio: il podcast della puntata del 28/10/2026

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Tornano i podcast delle direttine dal kavedio.

In questa puntata Ale e Marians affrontano le tematiche calde del Municipio 2 Centro Ovest con un occhio agli equilibri politici all’interno del “parlamentino di Sampierdarena”.

Vi daremo conto del progetto di riqualificazione che vedrà interessata la zona di San Francesco da Paola pensata nell’ottica del depaving urbano, strada intrapresa dal Comun e di Genova per mitigare le isole di calore per le prossime estati.

Parleremo inoltre di quanto piace alle sezioni territoriali dei vari partiti parlare alla pancia delle persone, rimestando nel torbido, sventolando sempre la solita solfa della sicurezza e riproponendo le solite ricette fallimentari (più polizia, più telecamere etc etc) . Ma qual’è la destra, qual’è la sinistra? (semicit)
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KULTURA KAVEDIO

Ride for Handala II il podcast, Puntata 1: La Partenza

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Ci sono viaggi che nascono dalla voglia di partire e altri che nascono dalla necessità di arrivare da qualche parte.

Il mio è iniziato il 20 luglio, da Piazza Alimonda, a Genova.

Venticinque anni dopo quelle giornate che hanno segnato una generazione, ho deciso di mettermi in sella e attraversare l’Europa. Da Genova alla danimarca, più di 1500 chilometri, pedalando attraverso l’Italia, l’Austria, la Germania, fino alla Danimarca.

L’ho chiamato Ride for Handala II.

Un cicloviaggio, certo. Ma soprattutto un pretesto: quello di attraversare confini, e incontrare persone per tenere insieme una memoria e una solidarietà che, a distanza di venticinque anni, continuano a parlarsi.

Ho pedalato da solo, per chilometri e chilometri. Ho dormito dove capitava, ho attraversato montagne, pianure, città e paesi che spesso sembravano raccontare un’Europa molto diversa da quella che siamo abituati a immaginare.

E pedalando ho incontrato anche le contraddizioni di quell’Europa: i confini che sembrano non esistere più e quelli che, invece, tornano prepotentemente a farsi sentire.

Questo podcast è il racconto di quel viaggio.

Perché a volte pedalare è semplicemente un modo per andare avanti.

E altre volte è un modo per non dimenticare.

 

 

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PRIMO PIANO NEL KAVEDIO